Le patologie dell’orecchio e i conseguenti disturbi uditivi sono diffusi, con 7 milioni di persone in Italia che ne soffrono, pari quasi al 12% della popolazione. Spesso si pensa alla perdita di udito come ad una malattia in sé da curare con apparecchi acustici a prescindere dalla causa. Ma non è così. La perdita di udito, in realtà, è un sintomo di diverse condizioni patologiche che possono essere risolte se diagnosticate in tempo, ma che diventano permanenti se trascurate.
Si va’ dal semplice tappo di cerume, alle malattie genetiche ed ereditarie come l’Otosclerosi; alle otiti croniche sia dell’infanzia che dell’adulto stesso che devono essere tempestivamente trattate onde prevenire un decadimento neurale dell’udito; alle patologie infettive virali e non; fino alle patologie tumorali benigne come i tumori del nervo acustico. Proprio dalla mancanza di un corretto inquadramento diagnostico e terapeutico nasce l’esorbitante costo sociale della sordità che è calcolabile in circa 36 mld di euro all’anno per costi assistenziali, disabilità e assistenza relativa, accompagnamento del paziente con ritardo cognitivo, astensione dal lavoro, costi sanitari e riabilitativi .
È possibile intercettare precocemente un problema di ipoacusia in modo da iniziare al più presto un trattamento adeguato? La figura del medico di medicina generale rappresenta una componente chiave in quello che è il management della salute globale delle persone assistite. Egli, infatti, ha il compito di interpretare i sintomi riferiti dal paziente, conosce le patologie e le terapie in atto del proprio assistito e puo’ indirizzarlo verso una diagnosi attraverso, esami diagnostici, visite specialistiche e prescrizione di una terapia, che, oltre a garantire continuità all’assistenza sanitaria, ha lo scopo di migliorare la percezione globale della qualità di vita.
L’ipoacusia e’ una riduzione della capacita’ uditiva con problematiche durante conversazioni in ambienti rumorosi e/o affollati,in caso di parole pronunciate a bassa voce,al telefono o quando si ascolta la radio o la TV.
La riduzione dell’udito è un fattore di rischio riconosciuto per lo sviluppo di declino cognitivo e demenza, e provoca difficoltà di comunicazione che possono favorire l’isolamento sociale, l’ansia e la depressione.
Basilare e’ l’esame audiometrico tonale ; un test non invasivo, che viene eseguito dall’otorino o da un tecnico audiometrista negli ambulatori di otorinolaringoiatria. La procedura non richiede alcuna preparazione specifica, è indolore e può essere fatta sia dagli adulti che dai bambini. Tale test permette di valutare le soglie uditive attraverso la trasmissione di segnali tramite una cuffia per conduzione aerea ed una per conduzione ossea. Una valutazione completa ,inoltre, puo’ comprendere altri tests quali la timpanometria, la ricerca del riflesso acustico, le otoemissioni ed i potenziali evocati uditivi.
Esami di imaging quali la TC o la RMN sono indicate nei pazienti con ipoacusia asimmetrica, ipoacusia neurosensoriale improvvisa o nei casi di danno a carico della catena ossiculare.
Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad un profondo cambiamento della scena diagnostica e terapeutica , supportato da una tecnologia sempre piu’ innovativa che prevede dei veri e propri percorsi diagnostico-terapeutico-riabilitativo per questo sintomo.
Dr. Gianni Marino

